Anno 2007 Contro i poteri forti nasce Antiusure

Napoli, 28 mag. 2008- (Adnkronos) - Analisi cliniche a carico del SSN e screening sanitario gratuito per tutti i residenti in zone esposte ai miasmi delle discariche cielo aperto di rifiuti ed alla diossina sprigionata dai ripetuti roghi degli ultimi mesi. A promuovere l'iniziativa e' L'associazione Antiusure (Soccorso Popolare Antiusure). "Se ancora vero che La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo interesse della collettivita' (art. 32 Costituzione), allora lo Stato Italiano Regione Campania devono garantire al cittadino il d'informazione sanitaria" afferma l'avvocato Gianluca Bozzelli, presidente Antiusure. Le ASL farsi carico delle indagini diagnostiche necessarie ad accertare se livello d'inquinamento territorio campano abbia gia' inciso (e quanto) sulla coloro pagano le tasse statali regionali (quindi anche SSN). E' ormai noto infatti, essere stato certificato da autorevoli ambienti sanitari -prosegue Bozzelli - immondizia sostanze sprigionate dalla combustione dei provocano intossicazioni, allergie, infezioni pelle alle vie respiratorie, quando non malformazioni fetali malattie tumorali. In una situazione di tale disastro ambientale, provocato dalle amministrazioni pubbliche, non è giusto, anzi appare incostituzionale- che i cittadini campani, dopo aver subito l'inquinamento di terre, cibi, aria ed acqua, debbano essere costretti all'ignoranza ed al silenzio dagli altissimi costi delle analisi sanitarie per accertare l'eventuale intossicazione dell'organismo.debbano essere costretti all'ignoranza ed al silenzio dagli altissimi costi delle analisi sanitarie per accertare l'eventuale livello di intossicazione dell'organismo. Queste analisi sono attualmente eseguite in pochissimi centri medici specializzati in Italia ed il loro costo economico e' elevato ed integralmente a carico del cittadino. "Chiediamo al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Ministro per l'Ambiente, all'Assessore alla Salute, al Consiglio Superiore di Sanita', all'ISPESL per la sicurezza sul lavoro, all'ARPA ed a tutte le Istituzioni - conclude l'avv. Bozzelli - che vengano autorizzate indagini diagnostiche gratuite (ovvero con ticket) per tutti coloro che vivono o lavorano in prossimita' dei cumuli di rifiuti o in zone dove si sono verificati roghi, comprese le Forze dell'ordine". "Rivendichiamo il diritto all'informazione sulla propria salute come corollario di quello di cui all'art. 32 Cost. per tutti i cittadini che a qualsiasi titolo abbiano motivo di sentirsi "intossicati" dal livello d'inquinamento che, in Campania-conclude l'avv.Bozzelli- ha ormai raggiunto livelli ai limiti della tollerabilita', fisica e mentale". Al fianco di Antiusure si e' subito schierato il Movimento d'Insorgenza Civile coordinato dall'avv. Carmine Ippolito e dall'arch.Nando Dice', che ha deciso di organizzare tavoli per la raccolta di firme a sostegno dell'iniziativa in citta' e nelle province.(Zca/Col/Adnkronos)

SOCCORSO POPOLARE ANTIUSURE CONTRO IL SISTEMA DELLE BANCHE E DELLE CENTRALI RISCHI PRIVATE

Napoli 27 gennaio 2009 (Facebook). Il sistema della gestione dei dati personali di privati ed aziende da parte delle Centrali Rischi Private (oggi denominate S.I.C. società di informazione creditizia) è gravemente lesivo dei diritti dei cittadini! Ciascun privato che abbia richiesto un finanziamento per credito al consumo (ad esempio per l'acquisto di un elettrodomestico a rate o un bene qualsiasi con la carta di credito) viene segnalato nei database delle SIC. Il risultato è un'enorme violazione dei nostri diritti alla riservatezza da parte di soggetti privati, società che di commerciale hanno ormai solo il nomen juris. Quale concorrenza, quale attività economica si può attribuire infatti a società che considerano le Banche come delle partecipanti? Gli Istituti di credito infatti partecipano al sistema delle informazioni creditizie, sostanzialmente consorziandosi nella rete informativa, attribuita a soggetti solo apparentemente diversi. In realtà le Banche posseggono e creano la rete informativa che poi consente loro di attribuire ad ogni cittadino o impresa uno scoring, ovvero un punteggio. Il risultato è il mancato controllo da parte dello Stato del sistema di accesso al credito, lasciato nelle mani delle Banche. Chi controlla i controllori? Siamo alle solite: le Banche controllano se stesse, con il risultato ovvio che le Banche fanno quello che gli pare! Il risultato è che milioni di famiglie sono indebitate e segnalate ingiustamente: casi di omonimia, casi di ingiustificata segnalazione alle Centrali Rischi per inasprimento dei rapporti con le Banche, litigi con i funzionari, difficoltà economiche reali, provate e giustificate ... sono all'ordine del giorno. Tutto ciò provoca il BLOCCO DELL'ACCESSO AL CREDITO DEL NOMINATIVO SEGNALATO. Migliaia di imprese campane e non cercano di sopravvivere al sistema del credito e vengono costrette a chiudere per il BLOCCO provocato da un'errata segnalazione o un illecito trattamento delle informazioni. Gli errori si ripetono a centinaia, con inimmaginabili conseguenze: chiusure degli esercizi, protesti, fallimenti, disoccupazione, EMIGRAZIONE, delinquenza. Appare oggi non più necessario, bensì indispensabile modificare questo sistema di cose! L'accesso al credito deve essere garantito in un ordinamento giuridico, come quello italiano, che pretende la riduzione al minimo dell'uso del contante, mediante incentivi, obblighi, limitazioni, divieti, sanzioni per l'uso oltre un limite minimo. Fino a ieri addirittura una legge dello Stato italiano pretendeva l'apertura di un conto fiscale obbligatorio per tutti gli operatori commerciali ed anche per i professionisti (ora fortunatamente l'obbligo è stato abrogato). Allora, perché è così difficile accedere al contante o prelevare il proprio denaro nel nostro sistema creditizio? Chi ha un'impresa commerciale sa bene che se si cerca di prelevare poco più di un migliaio di euro dalla banca si deve PRENOTARE IL DENARO con giorni di anticipo (lo si richiede alla Banca d'Italia e si attende il portavalori, a volte il costo dell'operazione viene addebitato). Eppure si tratta dei nostri soldi!! Insomma: non possiamo usare il contante, né prelevarlo ... possiamo solo versarlo. Ancora, quanti di noi, nel cercare di cambiare un assegno presso la Banca emittente si sono sentiti rispondere che SERVONO DUE (A VOLTE TRE) DOCUMENTI DI RICONOSCIMENTO! Eppure è scritto a vista pagate per questo assegno bancario! Oggi allora, il sistema creditizio e bancario è onnipotente e le centrali Rischi Private sono quanto di più deleterio perché non controllato! Chiediamo l'abolizione e la regolamentazione di tutto il sistema di accesso al credito, iniziando proprio da qui ... dalla rete informativa. Per non rimanere aridamente critici, abbiamo pensato anche alla pars construens dell'iniziativa, dopo l'abrogazione del sistema vigente: A) Appare a nostro avviso necessario attribuire ad un organo di vigilanza e controllo imparziale (MINISTERO DEL TESORO) il potere di istituire un PUBBLICO REGISTRO delle società di informazione creditizia, opponibile ai terzi con l'iscrizione, che rechi pubblicamente i nomi degli amministratori, dei responsabili al trattamento dei dati, delle interessenze e proprietà di quote o società di controllo. Ciò si rende indispensabile al fine di sapere con certezza se chi ci sta valutando è lo stesso soggetto che ci ha danneggiato o che aveva un interesse a negare l'accesso al credito, ovvero ha erratamente iscritto i nostri dati. Le società di trattamento dei dati dovranno essere iscritte nel Registro ed avere minimi requisiti previsti, pena il divieto di accesso al Registro stesso ed all'attività. Pubblicare il Registro significa poi anche rendere trasparente la gestione del sistema delle informazioni: chiarire dove vengono allocati i server, chi sono le persone fisiche che vi accedono, significa registrare e numerare gli accessi. Insomma istituire un Registro Pubblico significa prevenire ed evitare gli abusi o addirittura il trasferimento dei dati all'estero (tutti comportamenti vietati dal D.Lgs 196/03 Codice Privacy). B) Il trattamento dei dati personali di cittadini ed imprese, da parte delle Centrali Rischi Private, deve avvenire seguendo le modalità prescritte dalla normativa sulla privacy (già vigente, che andrebbe modificata come appresso): con l'obbligo della informativa e del consenso dell'interessato, come prevede il Codice Privacy .I dati posseduti e trattati devono essere comunicati in forma intellegibile. L'informativa deve essere completa e riguardare le modalità di trattamento, la finalità, la quantità dei dati, il nome del titolare del trattamento del responsabile (normativa già attualmente vigente e spesso violata) e deve essere fornita al primo inserimento del dato e ad ogni variazione dello stesso (ad esempio quando il soggetto passa da regolare pagatore a insolvente). I diritti dell'interessato, sia persona fisica che azienda, devono essere ben specificati: diritto di esercitare il blocco, il diniego del consenso o l'opposizione per motivi legittimi. Tale previsione si propone di anticipare alla fase autorizzativa l'eventuale contenzioso. C) Gli indici negativi (ritardo, insolvenza, sofferenza, ecc..) devono essere inseriti nella banca dati solo come ultima ratio, ovvero quando il creditore ha esperito tutte le possibili attività di recupero che la Legge gli consente, senza successo e sempre che non via sia stata contestazione giudiziaria da parte del debitore o dei soggetti coobbligati. D) È necessario un forte sistema sanzionatorio contro gli abusi, per le violazioni delle regole del trattamento dei dati personali, aggravato dalla delicatezza dei dati trattati e delle complicanze e riflessi sul sitema economico nazionale. Sanzioni da prevedere in misura non inferiore a 20 mila ?uro per la prima violazione e raddoppiate per il caso di recidiva, con libera prova dell'ulteriore danno. Sanzioni penali per il caso di dolo o colpa grave nel trattamento dei dati trattati in materia creditizia, con sanzione accessoria, in tal caso, della sospensione dell'attività della centrale Rischi Privata fino all 'inibizione dell'attività e responsabilità personale degli amministratori. Questo in sunto la nostra proposta. Aderite in massa, tra pochi giorni sarà pubblicata la data di un evento per la raccolta di firme per la proposta di legge o referendum abrogativo.